Aggiornamenti sul mercato dei piani 28 febbraio 2022

Andamento del mercato dei piani

Il mercato dei piani è in forte apprensione per il clima di incertezza provocato dall’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe.

Gli operatori si stanno preparando a forti rincari dei prezzi attesi già nei prossimi giorni, quando la gravità dell’impatto della guerra sulle materie prime e sull’offerta di acciaio finito sarà più chiara.

Le offerte dall’India e dall’Asia in generale sono sparite dal mercato e si stanno verificando anche annullamenti di ordini già conclusi da parte di fornitori asiatici.

I produttori europei stanno valutando le loro strategie sapendo di dover fare i conti con forti incrementi dei costi dell’energia e dei prezzi delle materie prime oltre che con la probabile assenza di forniture dell’area CSI e con le interruzioni del flusso commerciale nelle medesime aree.

I porti e gli stabilimenti siderurgici in Ucraina sono stati chiusi e questo creerà un immediato effetto sulle spedizioni delle forniture in corso.

In questo quadro i buyers valutano come affrontare gli attesi rincari nei prezzi dei coils. Le offerte dall’import sono sospese ed il loro ritorno si accompagnerà con prezzi molto più alti.

In Italia i produttori di coils laminati a caldo hanno interrotto le vendite a causa dell’incertezza legata alla crisi russo-ucraina. Si prevede che tornino a quotare nella prima settimana di marzo a prezzi notevolmente aumentati rispetto ai livelli di febbraio.

La guerra in Ucraina e le future sanzioni sull’acciaio russo causeranno gravi carenze di bramme e di coils in Italia e questo renderà necessario trovare fonti di approvvigionamento alternative. L’esigenza di rimpiazzare le ingenti tonnellate di import di acciaio dalla Russia e dall’Ucraina potrebbe anche favorire modifiche al sistema dei contingenti di salvaguardia. Senza dette modifiche sarebbe infatti molto difficile riuscire a garantire la possibilità di forniture alternative da altre parti del mondo.

Va poi considerato l’impatto della carenza di approvvigionamento di minerale di ferro dall’Ucraina. Si prevede che la carenza di forniture chiave dal Mar Nero possa creare effetti domino diretti sull’intero mercato globale dell’acciaio. Alcune delle spedizioni di minerale di ferro russo transitano attraverso l’Ucraina, dove Odessa, nel Mar Nero, è l’unico porto utilizzato per le spedizioni destinate anche alla Cina.

 

L’impatto dell’invasione russa per i principali produttori siderurgici ucraini

Metinvest è uno dei principali produttori siderurgici ucraini con il 45% della produzione di acciaio grezzo dell’Ucraina nel 2021, pari a 9,5 milioni di tonnellate. Prima dell’invasione, la società aveva dichiarato di avere un piano di emergenza in atto per coprire qualsiasi potenziale interruzione delle operazioni, con priorità da dare alla sicurezza del suo personale che lavora in siti vulnerabili. Le acciaierie di Ilyich e Azovsteel di Metinvest e la sua cokeria di Avdeevka si trovano tutte vicino alle regioni contese di Donetsk e Luhansk nell’Ucraina orientale.

Secondo recenti aggiornamenti di Metinvest i blocchi ferroviari paralizzano l’approvvigionamento di materie prime e il commercio di acciaio. Il gruppo intende continuare a gestire le sue centrali siderurgiche e di coke, ma la produzione di acciaio diminuirà drasticamente.

ArcelorMittal Kryvyi Rih, la più grande azienda siderurgica integrata dell’Ucraina ed è situata nella città di Kryvyi Rih. Secondo recenti notizie pare che l’azienda stia lavorando per rallentare la produzione al minimo tecnico e che intenda fermare la produzione nelle sue miniere sotterranee.

 

I dati delle produzioni siderurgiche ucraine e russe

L’Ucraina è il 13 ° più grande produttore mondiale di acciaio e il quinto più grande esportatore di minerale di ferro. Ha prodotto 21,4 milioni di tonnellate di acciaio grezzo nel 2021. Circa l’80% della sua produzione di acciaio viene esportata.

Il paese ha esportato 44,4 milioni di tonnellate di prodotti a base di minerale di ferro nel 2021 ed ha importato 9,85 milioni di tonnellate di carbone metallurgico e prodotti a base di coke.

L’Ucraina esporta il suo acciaio in Medio Oriente, Turchia, UE, Africa e Americhe.

Nel 2021, la Russia ha prodotto 76 milioni di tonnellate di acciaio, esportando circa 40 milioni di tonnellate.

Oltre ai numerosi acquirenti atlantici, la Cina è recentemente diventata uno dei maggiori clienti dell’acciaio russo. Si prevede che qualora le sanzioni venissero inasprite la Cina potrebbero importare più semilavorati dalla Russia.

 

I dati della produzione mondiale di acciaio a gennaio

Secondo i recenti dati pubblicati da World Steel Association, la produzione mondiale di acciaio grezzo a gennaio è diminuita del 6,1% a 155,0 milioni di tonnellate rispetto a gennaio 2021.

Il più grande produttore di acciaio del mondo, la Cina, ha prodotto circa 81,7 milioni di tonnellate, in calo dell’11,2% su base annua. La produzione europea è diminuita del 6,8% a 11,5 milioni di tonnellate su base annua, con la produzione in Germania, il più grande produttore del continente, in calo dell’1,2% a 3,3 milioni di tonnellate.

La Turchia ha prodotto 3,2 milioni di tonnellate, in calo del 7,8% su base annua. Il secondo più grande produttore mondiale, l’India, ha aumentato la produzione a gennaio del 4,7% a 10,8 milioni di tonnellate. Gli Stati Uniti hanno prodotto 7,3 milioni di tonnellate, in crescita del 4,2%, mentre si stima che la Russia abbia prodotto 6,6 milioni di tonnellate, in crescita del 3,3% su base annua.

 

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

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