Aggiornamento n°1/2026 sul mercato dei piani

La ripresa del mercato europeo dei coils dopo la pausa delle festività natalizie

Contesto generale del mercato dopo le festività

Il settore siderurgico europeo, e in particolare il comparto dei coil HRC, ha iniziato il 2026 su un tono cauto e con scambi ancora ridotti. Nei primi giorni di gennaio il mercato domestico europeo degli HRC è rimasto prevalentemente tranquillo e caratterizzato da scarsa attività commerciale, con molti operatori ancora in una fase di “ritorno progressivo” dalle festività di fine anno. Anche i principali indici di rilevazione dei prezzi per l’acciaio laminato a caldo sono rimasti stabili o poco mossi, segnalando una lentezza negli scambi piuttosto che una ripartenza brillante.

Fattori di domanda e flusso commerciale

La stagione post-natale 2026 non ha portato immediatamente a un picco di domanda significativo: molti clienti, inclusi centri servizi e utilizzatori finali, hanno limitato le attività di acquisto in attesa di maggiore visibilità sui prezzi e sulle condizioni di mercato. Inoltre, l’attivazione delle nuove quote di importazione dell’UE, prevista per il secondo semestre, unitamente all’avvio della seconda fase della CBAM, che introduce una complessa tassazione basata sull’impronta carbonica dei prodotti importati a partire dal 1° gennaio, ha aggiunto ulteriori elementi di incertezza. Tali fattori stanno inducendo alcuni operatori a posticipare le decisioni di acquisto.

La lieve ripresa degli scambi sembra quindi guidata più da esigenze logistiche legate al riassortimento graduale piuttosto che da un aumento deciso della domanda di prodotto. Questo comportamento è tipico di un mercato in fase di transizione tra una chiusura stagionale e la ripresa delle attività produttive e commerciali.

Trend dei prezzi e segnali di stabilizzazione

Nel trimestre finale del 2025 e nei primi giorni del 2026 sono emersi segnali di stabilità dei prezzi HRC con lievi tendenze positive su base mensile, riflettendo un equilibrio tra offerta e domanda piuttosto che un forte impulso rialzista. Le quotazioni ufficiali offerte dai produttori europei per consegne nel primo trimestre restano intorno a livelli simili a quelli pre-festivi.

Questa stabilità dei prezzi riflette anche una certa resilienza nel mercato dei laminati piani europei nonostante la debolezza della domanda: gli operatori stanno mantenendo o lievemente incrementando i listini per effetto di un’offerta non eccessivamente abbondante e per il timore di una pressione import più contenuta grazie alle nuove regole commerciali UE.

Situazione italiana e prospettive per i piani

Secondo le analisi di Siderweb, il mercato dei prodotti piani — inclusi i coil HRC — aveva toccato il fondo nella seconda metà del 2025 e, pur muovendosi in linea con i trend internazionali, mostra segni di ripresa graduale. In Italia, pur con alcune difficoltà specifiche (ad esempio la lamiera da treno rimasta più debole), i coils laminati a caldo seguono una traiettoria di assestamento piuttosto che di forte ripartenza, riflettendo la condizione generale dell’economia manifatturiera europea.

Le aspettative per il 2026 nel segmento piani sono pertanto moderatamente positive, con un possibile lieve aumento della domanda e dei prezzi, ma senza crescita esplosiva nel breve periodo. La marginalità dei produttori resta compressa rispetto agli anni di boom precedenti, suggerendo che un reale recupero dei listini potrebbe richiedere più tempo.

In sintesi, dopo la pausa natalizia, il settore siderurgico dei piani e dei coil HRC sta vivendo una fase di transizione caratterizzata da scambi ancora contenuti, prezzi relativamente stabili e una domanda prudente. Gli operatori attendono segnali più forti dal mercato, mentre nuove regolamentazioni commerciali e dinamiche di offerta costituiscono fattori centrali da monitorare nella prima parte del 2026. Le prospettive rimangono cautamente ottimistiche, ma qualsiasi accelerazione significativa del mercato dipenderà dalla ripresa della domanda industriale e dall’evoluzione delle politiche commerciali europee.

 

Le previsioni di Eurofer per il 2026

Eurofer 2026

Il documento di Economic and Steel Market Outlook pubblicato da EUROFER  a conclusione del 2025 delinea un quadro complesso e ancora fragile per il settore siderurgico europeo, caratterizzato da una ripresa più lenta e incerta rispetto alle attese formulate nei trimestri precedenti. Dopo un 2024 estremamente difficile, segnato da una forte contrazione della domanda apparente di acciaio e da livelli produttivi storicamente bassi, il 2025 e l’inizio del 2026 mostrano segnali di stabilizzazione, ma non ancora di vero recupero strutturale.Secondo EUROFER, la domanda apparente di acciaio nell’Unione Europea ha registrato un calo significativo nel 2024, penalizzata dalla debolezza dei principali settori utilizzatori – in particolare costruzioni, automotive e meccanica – e dall’elevata incertezza macroeconomica. Le pressioni inflazionistiche, l’alto livello dei tassi di interesse e il rallentamento dell’attività industriale hanno ridotto gli investimenti e i consumi di beni durevoli. Per il 2026, l’associazione prevede una cauta ripresa della domanda, con un incremento limitato e fortemente dipendente dall’andamento dell’economia europea e dal miglioramento delle condizioni finanziarie.

Sul fronte produttivo, la produzione siderurgica europea rimane sotto pressione. EUROFER evidenzia come l’UE continui a perdere competitività rispetto ai principali player globali, a causa di costi energetici strutturalmente più elevati, normative ambientali stringenti e una concorrenza internazionale spesso ritenuta non equa. La capacità produttiva inutilizzata resta elevata e molti impianti operano a livelli ben al di sotto del loro potenziale, con ricadute negative sulla redditività del settore.

Infine, il report sottolinea come la transizione verde rimanga una priorità strategica ma anche una sfida significativa. Gli ingenti investimenti richiesti per la decarbonizzazione del settore siderurgico europeo necessitano di un quadro normativo stabile, di adeguati meccanismi di sostegno e di una domanda finale sufficientemente robusta da assorbire acciaio “green” a costi più elevati. In assenza di queste condizioni, EUROFER avverte che il rischio di delocalizzazione produttiva e perdita di capacità industriale resta concreto nel medio periodo.

 

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Editor-in-Chief : Alessandra Sangoi
CEO di SANGOI Group

Aggiornamento mercato hrc n°1/2026

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