Aggiornamenti sul mercato dei piani 24 giugno 2024

Prospettive e sfide nel mercato europeo dei coils

Il ritmo degli scambi nel mercato dei piani continua ad essere rallentato dalla debolezza della domanda dei principali settori di utilizzo. Ciò nonostante i prezzi dei coils hanno avuto un andamento stabile nell’ultima settimana. I produttori evidenziano la necessità di un rialzo delle offerte per alleviare la compressione dei margini dovuto al disallineamento dei costi di produzione rispetto ai valori di mercato dei coils. L’aggravio della quota percentuale dei costi di produzione riguarda in particolare il rottame per gli impianti a forni elettrici ed il coke per gli impianti a ciclo integrale. L’andamento divergente delle componenti di costo rispetto ai prezzi di vendita preoccupa i produttori che faticano a trovare un equilibrio nelle loro marginalità.

In questo quadro vanno inoltre considerati gli impatti derivanti della revisione del sistema delle quote di salvaguardia sulla disponibilità di determinate categorie di materiali come i coils a caldo. Per i produttori di coils a freddo e di coils zincati  che partono dai coils a caldo come loro materia prima, le modifiche al quadro normativo sulla salvaguardia avranno un impatto severo. Per tali produttori l’approvvigionamento dei coils a caldo avviene dall’estero con il rischio di maggiori costi dovuti al restringimento delle quote disponibile per effetto dei nuovi meccanismi introdotti. Il maggiore rischio di pagamento dei dazi in dogana alimenta la difficoltà a trovare una quadratura sui margini dei produttori con impianti alimentati dai coils a caldo di provenienza estera. Medesima preoccupazione è espressa anche dai centri servizi che si approvvigionano per una parte dei loro fabbisogni dall’estero.

Un altro elemento che contribuisce ad alimentare il sentiment degli operatori riguarda la il cambio Euro/Dollaro. L’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro (-1,1%) conseguente alle prospettive aperte dal taglio dei tassi da parte della Bce, favorirà un incremento dei costi per i materiali importati che vengono quotati in dollari suscitando ulteriore preoccupazione.

Attualmente il divario dei prezzi tra i coils dall’importazioni e quelli di produzione europea risulta troppo ristretto per giustificare il ricorso all’import. Secondo le aspettative degli operatori il differenziale deve raggiungere almeno i 30-50 Euro/ton per essere tenuto in considerazione.

Fonti commerciali confermano che l’interesse per l’acquisto di bobine all’estero è rimasto minimo a causa dei lunghi tempi di consegna, dell’insufficiente differenziale dei prezzi con quelli del mercato europeo e delle preoccupazioni per le quote di importazione

Molti fornitori asiatici si stanno astenendo dal fare offerte all’Europa. I buyers europei devono ricorrere maggiormente a coils europei per il soddisfacimento dei loro fabbisogni e questo unito ad un modesto livello delle scorte lungo la filiera potrebbe favorire il mantenimento dei prezzi o un loro modesto rimbalzo nel mese di luglio quando sono previsti riassortimenti di magazzino lungo la filiera.

[Nella foto un’immagine dallo shooting negli stabilimenti SANGOI GROUP.]

 

La produzione globale di acciaio

La produzione mondiale di acciaio grezzo per i 71 paesi che fanno capo alla World Steel Association è stato di 165,1 milioni di tonnellate (Mt) a maggio 2024, con un aumento dell’1,5% rispetto a maggio 2023.Il confronto della produzione globale di acciaio riferita ai primi 5 mesi dell’anno 2024 con lo stesso periodo del 2023 riporta una percentuale del -0,1% e riflette l’incertezza provocata dalle crisi geopolitiche globali.

Tra i principali produttori di acciaio si evidenzia il calo dell’1,4% della produzione della Cina nei primi 5 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2023. La sua produzione è stata fortemente condizionata dalla crisi immobiliare interna che ha rallentato il settore delle costruzioni, uno dei principali settori di utilizzo di acciaio. L’India, il secondo produttore mondiale dopo la Cina riporta una crescita del 7,7% della produzione dei primi 5 mesi grazie alla forte crescita della domanda interna.

In Italia la produzione di acciaio grezzo è diminuita per il quarto mese consecutivo a maggio, scendendo del 3,5% a 1,9 milioni di tonnellate.

La produzione è stata appesantita dalla debolezza della domanda e dalla bassa produzione del secondo produttore nazionale di acciaio del paese, ADI.

Nei primi cinque mesi dell’anno, la produzione di acciaio grezzo è scesa del 5,5% a 9 milioni di tonnellate.

La produzione di piani ha registrato il calo più pesante a maggio, scendendo del 7,5% a 765.000 tonnellate. Nei primi cinque mesi dell’anno, la produzione di piani è diminuita del 9,3% a 3,76 milioni di tonnellate.

 

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Editor-in-Chief : Alessandra Sangoi
CEO di SANGOI Group

Mercato al 24 giugno 2024

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