Andamento del mercato dei piani

I prezzi dei coils laminati a caldo europei (HRC) hanno mantenuto una tendenza al rialzo sostenuta da una domanda più robusta che ha ridotto la disponibilità di materiale sullo spot. Le acciaierie e i centri di servizi hanno alzato i prezzi delle offerte sia nel Nord che nel Sud Europa anche in considerazione dall’aumento dei costi delle materie prime e delle ridotte opportunità di acquisto dall’import.

Gli operatori della filiera hanno la percezione che la domanda di acciaio da parte degli utenti finali delle principali industrie consumatrici stia aumentando, con l’eccezione dell’automotive dove perdura una situazione di incertezza.

Anche in Italia i prezzi spot dei coils laminati a caldo stanno aumentando ed i produttori prospettano ulteriori aumenti entro breve vista la rapida escalation dei valori internazionali e nazionali. Le transazioni HRC nazionali hanno subito mediamente un incremento di €50/t settimana su settimana. Le consegne arrivano ad aprile per i principali produttori nazionali, mentre pare che per alcuni produttori di acciaio esteri il lead time arrivi già a maggio.

Il nuovo quadro di mercato non fa ancora intravedere il rischio di una escalation dei prezzi violenta come lo scorso anno alla luce dei buoni livelli di scorta ancora disponibili lungo la filiera.

Purtuttavia gli operatori per lo più concordano sul fatto che potrebbe esserci una carenza di materiale nei prossimi mesi, in considerazione delle offerte di importazione a livelli così elevati. Questo, insieme a costi di produzione più elevati, potrebbe dare una spinta energica al rialzo dei prezzi. Vi è inoltre un’unanime percezione che i prezzi dei piani si stiano rafforzando anche a valle sulla scia del trend rialzista dei costi degli HRC.

I produttori mantengono per ora una tensione costante sui prezzi per testare il mercato ad ogni round di aumenti, per lo più incentivati ​​dalla mancanza di offerte di importazione a basso prezzo e dei costi di produzione più elevati. Si avverte comunque per ora un atteggiamento meno violento dello scorso anno, quando i prezzi erano alle stelle e la strategia di vendita dei produttori era “prendere o lasciare”.

 

L’India aumenta i prezzi delle sue offerte per l’export di coils

L’India è una delle fonti più importanti di import di acciaio per l’Europa ed in questo momento di mercato sta esprimendo un sentiment molto positivo sulle prospettive del mercato globale. Per il mese di marzo i produttori indiani hanno raggiunto l’overbooking di spedizioni programmate. Questo insieme alla spinta dei costi delle materie prime ha indotto le acciaierie ad aumentare le offerte di coils laminata a caldo di $ 40 / tonnellata. Ciò porta l’incremento dei prezzi dall’inizio del mese scorso a circa $150/t.

Le aspettative positive degli operatori indiani trovano ulteriore fondamento sul rafforzamento delle quotazioni del minerale di ferro e sulle recenti notizie provenienti dalla Cina sugli stimoli agli investimenti infrastrutturali che Pechino prevede di mantenere anche nel 2022. La Cina è infatti uno dei mercati di riferimento anche per l’economia indiana e il suo piano di investimenti avrà delle ricadute positive anche in India.

 

Il programma di investimenti europeo nella produzione di microchip

L’UE ha annunciato recentemente un piano da 43 miliardi di euro per aumentare la capacità produttiva di chip e per alleviare in questo modo la dipendenza dai produttori asiatici dei componenti.

I chip sono al centro della corsa tecnologica globale”, ha affermato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea (CE). “La pandemia di Covid-19 ha dolorosamente esposto la vulnerabilità delle sue catene di approvvigionamento. Mentre la domanda era in aumento, non siamo riusciti a soddisfare i fabbisogni causa della mancanza di semiconduttori“.

Il nuovo Europe Chips Act collegherà la ricerca e coordinerà gli investimenti dell’UE e nazionali. Il piano combinerà fondi pubblici e privati per assicurare le risorse necessarie ai massicci investimenti per aumentare la produzione di chip.

La Comunità Europea mira a superare il raddoppio della quota di mercato globale dell’UE nella produzione di semiconduttori entro il 2030 puntando al 20% di quota di mercato. Ora, le nazioni europee hanno solo il 9% della quota di mercato globale dei semiconduttori.

A tal fine, la Comunità Europea prevede di fornire sovvenzioni per 11 miliardi di euro per la ricerca nel campo dei chip attingendo agli strumenti di finanziamento dell’UE ed alle finanze degli Stati membri. L’UE spera di ottenere il resto dei finanziamenti da investimenti privati.

I fondi hanno anche lo scopo di incoraggiare gli investimenti da parte di società straniere. Il produttore di chip americano Intel, ad esempio, ha annunciato l’intenzione di investire in Europa.

Il regolamento proposto sarà ora discusso dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

La casa automobilistica tedesca Volkswagen Group prevede che la fornitura a breve termine di semiconduttori all’industria automobilistica continuerà ad essere molto volatile e tesa.

Almeno la prima metà del 2022 rimarrà molto volatile e impegnativa a causa dei colli di bottiglia dell’offerta in corso“, afferma l’azienda. “Tuttavia, probabilmente ci sarà solo una vera tendenza al rialzo nel 2023, quando le capacità che i produttori di semiconduttori stanno ora costruendo arriveranno sul mercato. Dovrebbe quindi essere possibile fare previsioni più affidabili“.

Nel 2021, la produzione globale di 9,5 milioni di veicoli è stata ritardata a causa della mancanza di chip, ha dichiarato la scorsa settimana l’Associazione europea dei fornitori automobilistici (CLEPA). Sebbene quest’anno possa mostrare una modesta ripresa della produzione globale di veicoli leggeri, le stime dei fornitori e del mercato prevedono ancora, in media, perdite di produzione di 4-6 milioni di veicoli, afferma CLEPA. (Fonte Kallanish).

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

News mercato dei piani 14 febbraio 2022