Andamento del mercato dei piani

L’escalation dei prezzi dei coils ha subito una battuta di arresto la scorsa settimana sulla scia del rallentamento degli scambi nel mercato. Ciò nonostante i produttori ritengono i prezzi realistici e non intravedono spazi di arretramento anche alla luce delle nuove sanzioni nei confronti della Russia e dell’elevato livello dei costi energetici. Queste problematiche potrebbero causare infatti interruzioni nelle catene di approvvigionamento o riduzioni delle produzioni siderurgiche europee con conseguenti minori disponibilità di materiale sul mercato.

Il sentiment dei produttori

I produttori ritengono inoltre che siano stati ormai accettati dal mercato gli aumenti dei prezzi e che ci sia un buon equilibrio tra domanda e offerta. Resta poi forte la convinzione da parte delle acciaierie che la domanda finale sia ancora robusta soprattutto in alcuni settori di utilizzo.

La distribuzione

Nella distribuzione si avverte invece una maggiore preoccupazione sui rischi di volatilità del mercato. L’atteggiamento degli operatori è quindi molto prudente considerati gli attuali livelli di prezzo ritenuti troppo alti e poco realistici.

Il sentiment dei buyers

La predisposizione all’acquisto dei buyers è scarsa ma c’è anche la consapevolezza dei fattori controversi da tenere in considerazione. Si avverte l’aspettativa di una leggera correzione al ribasso dei prezzi dalle punte di marzo ma nessuno si aspetta una discesa violenta. Ciò in considerazione del fatto che gli elevati costi energetici e la carenza di ferroleghe di importazione dalle aree CSI potrebbero comportare tagli alla produzione di coils soprattutto nelle qualità speciali. Questo comporterebbe un ribilanciamento tra domanda e offerta a favore della tenuta dei prezzi.

Il sentiment diffuso nel mercato Italiano

La convinzione più diffusa nel mercato italiano dei coils e dei loro derivati è che i prezzi dei piani non crolleranno nonostante lo stallo tra venditori e acquirenti. Il rallentamento del mercato dei piani è considerato necessario dopo il buon ritmo di vendite registrate nel mese di marzo. Il fenomeno viene ricondotto alle necessità di ripristino delle scorte da parte dei distributori. Necessità che potrebbero però rallentare nei prossimi mesi.

Nelle circostanze attuali il mercato resta comunque fluttuante e instabile. Le prospettive sono incerte ed i fondamentali potrebbero cambiare ogni giorno.

 

Il divieto all’import di carbone russo in Europa

Il quinto ciclo di sanzioni contro la Russia da parte della UE prevede anche il divieto di importazioni di carbone per le navi russe che arrivano nei porti dell’UE. Questo nuovo pacchetto di sanzioni potrebbe avere un ulteriore impatto sul settore siderurgico.

Il mese scorso, l’Europa ha vietato l’importazione di prodotti finiti in acciaio russi coperti da misure di salvaguardia dell’UE. Ora, la Commissione europea propone “un divieto per le navi russe e per le navi gestite dalla Russia di accedere ai porti dell’UE“, limitando ulteriormente la possibilità di scambiare prodotti ferrosi come semilavorati e materie prime.

La decisione di vietare le importazioni di carbone dalla Russia in Europa è stata ideata per tagliare un’altra importante fonte di entrate per la Russia, del valore di 4 miliardi di euro (4,4 miliardi di dollari) all’anno. L’Europa riceve circa il 30% delle sue importazioni di carbone metallurgico dalla Russia. Un divieto di importazione avrebbe quindi un impatto immediato diretto sui prezzi e sulla disponibilità per i produttori di acciaio europei. (Kallanish).

Per quanto riguarda il carbone termico, le forniture russe rappresentano il 70% delle importazioni totali di carbone europeo, il che significa che i produttori di energia in Europa dovranno trovare fonti alternative e i prezzi dell’elettricità potrebbero salire ulteriormente.

 

Gli effetti dell’obbligo dei pagamenti in Rubli per le esportazioni siderurgiche russe

L’obbligo del governo russo di accettare pagamenti per tutte le esportazioni in rubli porterà a una perdita di quota di mercato, secondo le dichiarazioni del proprietario di NLMK Vladimir Lisin.

“L’idea di vendere prodotti in metallo per rubli porterà al fatto che NLMK sarà buttato fuori dai mercati internazionali“, ha detto Lisin in una recente intervistaLe conseguenze dell’espansione dell’elenco delle merci che possono essere vendute ad altri paesi per rubli non sono state analizzate per intero“.

Secondo Lisin, NLMK ha combattuto duramente per i mercati di esportazione per decenni. “Abbiamo costruito relazioni con migliaia di clienti in 70 paesi ed è difficile immaginare cosa possa convincere i nostri acquirenti a passare a regolamenti in rubli e sopportare i rischi valutari“, ha affermato. “I problemi logistici hanno già complicato la consegna dei prodotti al consumatore“.

Lisin ha osservato che molte misure vengono prese “troppo rapidamente“, aggiungendo: “Le loro conseguenze non sono state completamente analizzate e mi sembra che la velocità dovrebbe lasciare il posto alla precisione, in modo che le conseguenze non si rivelino devastanti per l’industria nazionale, che impiega milioni di persone“.

NLMK, con le sue acciaierie di punta in Russia e una serie di attività di rilaminazione di prodotti piatti nell’UE e negli Stati Uniti, non è sotto sanzioni dopo l’invasione russa dell’Ucraina e nemmeno i suoi prodotti regolarmente esportati, principalmente bramme e ghisa. (Kallanish)

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

Andamento mercato dei piani 11 aprile 2022