Andamento del mercato dei piani

Perdura la situazione di rallentamento degli scambi nel mercato dei piani dovuta all’incertezza delle prospettive che condiziona il sentiment degli operatori.

I buyers stanno posticipando l’avvio di nuove trattative per i loro fabbisogni di materiale e stanno conseguentemente riducendo le scorte in attesa di segnali di risveglio del mercato.

Qualcuno si aspetta che già dalla metà di maggio possano emergere i fabbisogni di materiale per il terzo trimestre. Viene infatti evidenziato che alcuni settori di utilizzo finale hanno un buon carico di lavoro da evadere e questo comporterà esigenze di materiale ancora da approvvigionare.

L’automotive al contrario non è ancora ripartita a causa delle carenze di componenti che affliggono il settore.

In generale comunque ci si aspetta che gli acquirenti potrebbero decidere di ricostruire le scorte esaurite a maggio ed ordinare il materiale per la copertura del terzo trimestre.

I produttori
In questo quadro i produttori non intendono assecondare riduzioni di prezzo in quanto temono l’impatto dell’aumento dei costi di produzione poiché l’energia, la logistica e le materie prime hanno spinto i costi di input molto in alto.

I produttori preferiscono quindi sacrificare i volumi produttivi rispetto al taglio dei prezzi.

Il sentiment della distribuzione
Molti operatori della distribuzione interpretano l’indebolimento dei prezzi verificatosi ad aprile come un segno di stabilizzazione del mercato piuttosto che una correzione. Va infatti evidenziato che la recente flessione dei prezzi parte da livelli record, a seguito di un rally senza precedenti verificatosi dopo l’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina. Un leggero indebolimento non sorprende e secondo alcune fonti i prezzi potrebbero anche rimbalzare entro breve.

 

I segnali dal mercato internazionale

La Cina
Si è creato un ampio divario tra i prezzi dell’area Europea e quelli interni in Cina dove è in corso un forte rallentamento dei consumi di acciaio dovuto alle chiusure disposte dalle autorità pubbliche per il COVID-19. La differenza supera i 500 $/ton per il prezzo dei coils a caldo.

La Russia
I produttori russi hanno individuato come principali mercati di sbocco alternativi a quelli europei la Turchia e la Cina a cui stanno offrendo condizioni molto favorevoli.

La Turchia
La Turchia costituisce un mercato di sbocco interessante anche per la Cina e per l’India che hanno livelli di prezzo molto al di sotto di quelli europei. Questo ha favorito una discesa dei prezzi anche nel mercato interno turco.

Interscambio Europa/USA
Nel quarto trimestre del 2021, le esportazioni di prodotti finiti di acciaio dall’UE verso gli Stati Uniti sono aumentate del 43% su base annua, ristabilendo così gli Stati Uniti come il terzo più grande importatore a livello globale di acciaio finito europeo, dopo Turchia e Regno Unito.

 

Le previsioni di Eurofer sulla domanda di acciaio dell’UE

Secondo Eurofer – l’associazione dei produttori di acciaio – il consumo di acciaio in Europa potrebbe contrarsi di quasi il 2% quest’anno a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia, delle continue interruzioni delle catene di approvvigionamento e dello shock della guerra in Ucraina.

Nelle sue previsioni di inizio febbraio, Eurofer si aspettava che il consumo di acciaio dell’UE crescesse del 3,2% su base annua nel 2022 e dell’1,7% nel 2023. Ma ora una contrazione del mercato sembra essere probabile, secondo Eurofer.

L’evoluzione del mercato dell’acciaio per il 2022 e il 2023 rimane soggetta a un elevato livello di incertezza, che probabilmente continuerà a minare la domanda da parte dei settori che utilizzano l’acciaio“, ha dichiarato il direttore generale di Eurofer Axel Eggert.

L’elevata incertezza è destinata a durare almeno fino alla fine del 2022, a seconda degli sviluppi dell’invasione russa dell’Ucraina e delle sue conseguenze per l’offerta globale.

Nel contesto attuale, in mezzo a un peggioramento della crisi energetica e alla carenza di materie prime, non possiamo escludere una nuova recessione o uno scenario di stagflazione“, ha detto Eggert.

In linea con le previsioni aggiornate, il consumo di acciaio in Europa è destinato a una diminuzione dell’1,9% quest’anno, seguito da una ripresa del 5% nel 2023. Ha registrato un forte rimbalzo nel 2021 (+15%), dopo il crollo del 10,7% nel 2020.

La crescita della produzione dei settori degli utilizzatori finali dell’acciaio dell’UE nel 2022 dovrebbe ora dimezzarsi al 2%, in calo rispetto al 4% previsto all’inizio di febbraio. Nel 2023, potrebbe aumentare in modo comparabile, del 2,3%, secondo Eurofer. (fonte Eurometal – Platts)

 

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

Andamento mercato dei piani 9 maggio 2022