Andamento del mercato dei piani

I prezzi dei piani si stanno rafforzando a seguito degli aumenti applicati a partire dalla scorsa settimana dai principali produttori europei per i coils laminati a caldo (HRC).

Gli aumenti dei prezzi degli HRC sono stati decisi dalle acciaierie sulla base della ridotta disponibilità di offerte dall’import nel mercato internazionale e dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia.

Le offerte estere sono risultate particolarmente scarse dalle provenienze asiatiche. In quei mercati è atteso infatti il ritorno della Cina dalle vacanze del capodanno lunare e molti operatori prevedono che esso si accompagnerà a prezzi più alti.

In India viene riportato un miglioramento del sentiment interno. I produttori locali hanno aumentato i prezzi delle loro offerte per l’export di coils laminati a caldo di 40-50 $/ton in considerazione della crescita dei costi delle materie prime.

Anche in Turchia il mercato dei coils si è rafforzato in relazione ai problemi di approvvigionamento energetico che hanno costretto le acciaierie a ridurre la produzione. Questa contrazione produttiva avviene in un momento in cui la domanda è invece aumentata sulla spinta della decisione della Commissione Europea di non imporre i dazi sulle importazioni di coils zincati a caldo.

Pur essendoci ancora un certo divario tra offerte e transazioni reali, la fiducia degli operatori è senz’altro aumentata. Secondo gli analisti i portafogli ordini dei produttori italiani per i laminati a freddo e per i coils zincati a caldo arrivano già al mese di aprile. Inoltre si avverte un ammorbidimento dell’atteggiamento attendista tenuto da molti buyers a gennaio.  É stato infatti riscontrato un aumento dell’attività di vendita per i fabbisogni di materiale per il secondo trimestre.

Il miglioramento del clima di fiducia del mercato ha spinto anche i produttori italiani di coils laminati a freddo e di coils zincati a caldo ad alzare i loro listini mediamente di Euro 40/ton.

 

Le previsioni di Gozzi sull’andamento del 2022

Antonio Gozzi, presidente di Duferco Italia Holding ed ex Presidente di Federacciai, nel corso di un recente webinar organizzato da Siderweb ha dichiarato di aspettarsi un andamento del 2022 positivo nonostante una serie di incertezze globali.

Secondo le previsioni di Gozzi “La domanda rimarrà ancora forte per il settore siderurgico e i prezzi delle materie potrebbero scendere solo leggermente rispetto ai livelli del 2021. Anche il settore automotive sta evidenziando alcuni segnali di ripresa dopo il trend negativo del 2020 e del 2021. Infine, gli effetti positivi degli investimenti next generation dell’UE dovrebbero iniziare a essere visti nel corso di quest’anno.”

Per quanto riguarda i prezzi dell’energia egli ritiene che siano vicini al picco in Europa, ma nel medio termine questi potrebbero muoversi in un nuovo intervallo che resterà comunque più alto rispetto ai livelli pre-2020.

 

La crescita della quota di mercato dei veicoli elettrici in Europa

In considerazione dell’importanza rivestita dall’automotive come primo settore di utilizzo finale dei piani, si riportano alcuni recenti dati pubblicati dall’Associazione europea dei costruttori di automobili. I dati di ACEA evidenziano la crescente quota di mercato dei veicoli elettrici che hanno rappresentato il 18% delle nuove immatricolazioni complessive di auto nell’Unione europea nel 2021 rispetto a una quota del 10,5% nel 2020.

Il numero totale dei veicoli elettrici corrisponde a 1,7 milioni di unità ed è aumentato del 66,8% rispetto al 2020. La quota di veicoli elettrici sul totale dei veicoli è pari al 9,1%, rispetto al 5,4% nel 2020.

Le vendite di nuovi veicoli elettrici a batteria sono aumentate del 63,1% sull’anno a 878.432 unità nel 2021.

Il paese dell’UE con il maggior volume di vendite di veicoli elettrici è stata la Germania, che ha più che triplicato le vendite di BEV anno su anno a 356.425 unità vendute.

I veicoli elettrici ibridi corrispondono al 19,6% di tutte le nuove autovetture immatricolate nel 2021, rispetto all’11,9% nel 2020.

Per quanto riguarda i dati aggregati annui del 2021, ACEA ha riferito che le immatricolazioni di veicoli passeggeri nell’UE sono diminuite del 2,4% a 9,7 milioni di unità.

La contrazione complessiva del mercato automobilistico dell’UE ha influenzato negativamente sia i veicoli diesel che quelli a benzina. Tuttavia, i dati hanno mostrato che i veicoli a benzina e diesel hanno continuato a dominare le vendite di nuove autovetture nel 2021, rappresentando il 59,6% di tutte le nuove immatricolazioni, sebbene questa quota sia diminuita dal 75,5% nel 2020.

Le vendite di veicoli a benzina nel 2021 sono state pari a 3,9 milioni di unità, in calo del 17,8% su base annua e pari al 40% delle vendite totali, in calo rispetto alla quota del 47,5% dell’anno precedente.

Anche le vendite di autovetture diesel sono diminuite del 31,5% su base annua a 1,9 milioni di unità, con la quota di mercato in calo dal 27,9% nel 2020 al 19,6%

 

L’andamento della produzione automobilistica italiana

Secondo i dati resi noti da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), la produzione italiana di autovetture è diminuita a novembre del 37% m/m. Nei primi 11 mesi del 2021 invece la produzione di autovetture del paese è rimasta per lo più stabile nel confronto con lo stesso periodo del 2020. Essa si è attestato a 401.424 unità rispetto alle 407.669 unità dello scorso anno.

Nell’intero anno 2020, la produzione italiana di autovetture si è attestata a 451.718 unità rispetto alle 542.472 unità del 2019.

L’Italia ha 23 stabilimenti produttivi di auto rispetto alla Spagna che ne ha 17, la Francia 31 e la Germania 42.

Affidati a un partner competente
per trovare sempre l’acciaio giusto.

Rivolgiti ai tecnici Sangoi:
con la formula Steel Up® di Sangoi
puoi avere questo e molto di più per il tuo business.

Chiedici maggiori dettagli!

Scopri di più qui

 

Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

News mercato piani 7 febbraio 2022