Prezzi e produzione dell’acciaio: i dati del primo trimestre 2021

Non accenna a interrompersi la crescita dei prezzi dei coils, con ripercussioni sempre più importanti su tutta la filiera dei prodotti piani. Il timore è che i costi eccessivi, uniti alla carenza di materiale e al conseguente allungamento dei tempi di consegna, costringano i grandi consumatori a rivedere pesantemente la propria produzione.

L’Associazione europea dei distributori d’acciaio Eurometal ha diffuso dati poco confortanti sul mercato interno europeo, che vede per il 2021  un consumo reale previsto di circa 3 milioni di tonnellate superiori all’offerta interna. Le importazioni insufficienti a colmare il gap già dal 2018, quando vennero introdotte le misure di salvaguardia da parte della Comunità Europea ed il basso livello delle scorte dei magazzini hanno portato i prezzi dell’acciaio ad un aumento del 125% tra 20 luglio 2020 ed il 21 aprile 2021. Gli incrementi hanno raggiunto una cadenza settimanale negli ultimi 2 mesi.

Sale la produzione mondiale, ma anche la domanda cinese

Secondo i dati della World Steel Association, la produzione di acciaio grezzo registrata nei 64 Paesi aderenti è aumentata quasi ovunque nel mondo rispetto a un anno fa (solo il Nord America sembra fare eccezione): si parla di un 13% in più a livello medio nel primo trimestre del 2021.

In questo panorama, Cina e India si distinguono rispettivamente con un +19,1% e un +23,9% rispetto a marzo 2020, mentre i Paesi UE hanno avuto un incremento medio del 17,5%.

La Cina non ha quindi frenato la produzione negli impianti più inquinanti, e ha recuperato il calo della domanda del 1^ trimestre 2020  legato alle restrizioni del Covid con un +51,6% di richieste nel  primo trimestre 2021. Secondo le previsioni, questa tendenza potrebbe però invertirsi entro l’anno, quando verrà superata la debole base di confronto del 1^ trimestre 2020.

Quello che invece non sembra ancora destinato a calare nel Paese orientale è il tasso di inquinamento dell’aria a Tangshan, sede degli impianti di produzione d’acciaio più inquinanti: le azioni previste per migliorare la qualità dell’aria in questa zona hanno avuto scarsi risultati, e questo prospetta all’orizzonte la possibilità di interventi governativi di restrizione. Gli operatori infatti temono che le limitazioni potrebbero interessare anche altre aree produttive cinesi. Timori che al momento però non trovano ancora riscontro in nuove politiche ambientali.

Una situazione difficile da sostenere in Europa

Le criticità innescate dai divari di offerta nel mercato degli acciai piani in Europa sembrano destinate a perdurare per tutto il 2021 ed in questo contesto  le marginalità per i produttori d’acciaio hanno raggiunto livelli record.

Secondo l’opinione comune, il mercato dei piani sta pagando il prezzo più alto mai visto nel mercato europeo dei coils per le peggiori prestazioni di consegna in un decennio.

Gli osservatori di mercato continuano a sottolineare che gli attuali prezzi spot dei coils dell’UE vanno oltre ogni possibile immaginazione; tuttavia non sembrano fuori luogo a livello globale tenuto conto che negli USA i prezzi dei coils  sono circa il 40% più alti rispetto ai prezzi spot europei.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO