Andamento del mercato dei piani

I prezzi dei coils laminati a caldo hanno continuato a salire raggiungendo nuovi record sulla spinta di un’offerta sempre più ridotta.

Alcuni produttori esposti alla carenza di materie prime di provenienza russa o ucraina stanno sospendendo le produzioni e questo contribuisce alla riduzione dell’offerta di piani. Gli elevati costi energetici e i prezzi dei rottami stanno anche inducendo i produttori con impianti basati su forni elettrici ad organizzare i turni di produzione per funzionare solo in orari non di punta.

I violenti aumenti di prezzo dei coils si stanno verificando nonostante la domanda di piani risenta ancora del rallentamento delle richieste provenienti dal settore automobilistico che non è ancora ripartito. Al problema dei microchips si aggiunge ora quello della carenza di alcuni metalli chiave come il palladio proveniente dalle aree CSI.

Le prospettate sanzioni sulle esportazioni russe di petrolio e di energia stanno alimentando le aspettative di un’estensione delle sanzioni anche all’acciaio ed alle materie prime. In questa ipotesi si aggiungerebbero ulteriori complessità e oneri alle produzioni europee di acciaio.

Il costo della produzione dell’altoforno è aumentato di oltre $ 130/t nell’ultima settimana, solo in relazione alla crescita dei costi del carbone da coke e del minerale di ferro. A questi rincari vanno poi sommati i maggiori costi dell’energia che incidono in modo molto rilevante. Più il prodotto è a valle maggiore è l’extra costo subito dai produttori che stanno riversando l’aggravio dei costi lungo la filiera.

Anche a valle gli operatori stanno aumentando i prezzi, ma è difficile che rincari così bruschi vengano immediatamente accettati sul mercato in un contesto di continua incertezza.

ArcelorMittal ha aumentato nei giorni scorsi le nuove offerte degli HRC di ulteriori € 150 / tonnellata base franco fabbrica. Solo la scorsa settimana la società aveva annunciato ai clienti un aumento delle offerte della medesima entità. La mossa di questa settimana è stata seguita dalla maggior parte dei fornitori europei. Un ulteriore aumento dei prezzi non è stato escluso già la prossima settimana mentre la guerra in Ucraina si trascina e il mercato continua a soffrire di interruzione dell’approvvigionamento.

I nuovi livelli di prezzo hanno ormai superato i record storici raggiunti nell’agosto 2021.

 

La revisione dei contingenti della UE

In considerazione del grave impatto sul mercato siderurgico dell’UE del conflitto tra Russia e Ucraina è auspicabile una revisione da parte della Commissione europea delle quote di salvaguardia dell’acciaio. Ciò al fine di evitare un’ulteriore compressione dell’offerta.

La Commissione sta attualmente conducendo una revisione delle misure che ha avviato a dicembre.

I contingenti per alcuni prodotti dovrebbero essere spostati a livello globale, piuttosto che paese per paese, per consentire agli acquirenti l’accesso ad un flusso di importazioni sufficienti.

L’anno scorso la Russia e l’Ucraina hanno rappresentato quasi il 20% delle importazioni di nastri laminati a caldo, laminati a freddo e zincati a caldo nell’UE. Si tratta di una quota considerevole che sarà difficile da sostituire.

Vanno poi aggiunte le esportazioni di lamiere da treno destinate a diversi stabilimenti italiani. I produttori russi e ucraini hanno venduto ben oltre 4 milioni di tonnellate di lamiere da treno nell’UE lo scorso anno e quel tonnellaggio rappresenta anche un’enorme percentuale delle importazioni dei semilavorati complessivi.

I prezzi delle lamiere da treno e gli utilizzatori di tali prodotti potrebbero quindi essere pesantemente condizionati dal blocco dei flussi di import da Russia e Ucraina. Il peso percentuale di tali fonti di import corrisponde al 50% del mercato di importazione delle lamiere da treno dell’UE.

Anche per quanto riguarda gli altri prodotti, è evidente la necessità di modificare le quote.

L’assenza di approvvigionamento nel Mar Nero aumenterà anche la concorrenza per il materiale proveniente da altri mercati di esportazione come la Turchia. Una quota globale consentirebbe agli acquirenti un maggiore accesso al materiale proveniente da altri mercati per compensare il calo dei tonnellaggi russi e ucraini.

L’esito dell’attuale riesame della salvaguardia è atteso per aprile, con eventuali nuove modifiche in vigore dal 1° luglio.

 

L’aumento dei prezzi in India

Le carenze di materie prime per la produzione di acciaio causate dalle sanzioni economiche contro la Russia (carbone da coke e minerale di ferro) hanno provocato una crescita dei costi anche per le acciaierie indiane e questo determinerà un aumento dei prezzi dei loro prodotti.

L’India rappresenta una fonte molto importante di approvvigionamento di coils per i mercati europei.

Questa consapevolezza sta portando i produttori Indiani ad un posizionamento dei prezzi che tenga conto dei maggiori costi energetici che i produttori europei stanno subendo. L’aggravio dei costi energetici in Europa contribuirà al sostenimento di un livello elevato dei prezzi dei prodotti finiti a cui cercheranno di allinearsi anche i produttori indiani tenuto conto delle buone possibilità di export dovute alle interruzioni delle catene di fornitura dell’acciaio in Europa.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

Andamento mercato dei piani 14 marzo 22