Andamento del mercato dei piani

I prezzi dei piani hanno raggiunto nuovi record sulla spinta degli effetti del conflitto tra Russia e Ucraina. Per i coils a caldo l’aumento ha superato i 400 Euro/ton dall’inizio del mese.

Purtroppo l’aspettativa è che le offerte possano salire ulteriormente nonostante i livelli di prezzo raggiunti stiano diventando insostenibili per gli acquirenti che non riescono a trasferire i costi sul mercato finale.

Va però evidenziato che nelle ultime settimane i volumi delle compravendite sono stati modesti. Ciò è dipeso dalla contrazione dei tonnellaggi offerti dalle acciaierie da un lato e dall’altro dalla scarsa propensione all’acquisto del mercato, considerati i livelli di prezzo raggiunti. Le offerte vengono fatte in modo selettivo e i produttori alternano giorni di apertura alle trattative a giorni in cui le vendite sono sospese per rivalutare i listini.

Dall’import incominciano a pervenire offerte da Turchia, Messico, Corea e Giappone su livelli di prezzo allineati a quelli europei.

Il tentativo di rinegoziare i prezzi di alcuni produttori

Vista la recente escalation dei costi, alcuni produttori stanno cercando di rinegoziare anche i prezzi dei contratti già conclusi.

Acciaierie d’Italia e Liberty hanno annunciato che intendono applicare costi aggiuntivi sulle vendite già concluse per compensare l’aumento dei prezzi dell’energia.

Liberty Steel ha introdotto un supplemento di 125 €/t sulle vendite di coils per tenere conto degli elevati costi delle materie prime e dell’energia.

Acciaierie d’Italia sta implementando un sovrapprezzo energetico su tutti i contratti concordati entro il 10 marzo. Il supplemento sarà calcolato in base alla media tra il prezzo del gas al momento dell’ordine e il prezzo del gas al momento della produzione e della spedizione. Assofermet, l’associazione dei distributori di acciaio ha emesso una comunicazione ufficiale di contrarietà al provvedimento ritenuto un ingiusto tentativo di rinegoziazione unilaterale di contratti già formalmente sottoscritti.

 

Le sanzioni della UE colpiscono anche i prodotti siderurgici

Le complessità delle prospettive del mercato dei piani sono accresciute dall’estensione delle sanzioni contro la Russia da parte della Commissione Europea alla vendita di prodotti siderurgici.

Sebbene le autorità debbano ancora specificare esattamente quali saranno i prodotti colpiti dalle sanzioni è certo che il settore siderurgico russo sarà privato di miliardi di proventi derivanti dalle esportazioni nel mercato europeo.

La Commissione europea ha concesso un periodo di transizione di tre mesi per gli ordini di acciaio russi e bielorussi da evadere prima che il divieto di importazione di una vasta gamma di prodotti siderurgici entri in vigore.

Per alcune particolari categorie di prodotti gli eventuali contratti chiusi prima del 2 marzo per la Bielorussia e prima del 16 marzo per la Russia potranno essere evasi comunque. L’ingresso nel mercato dell’UE di quei prodotti comporterà l’assegnazione alle quote residue se ancora disponibili.

 

La CE rivede le quote dei contingenti delle misure di salvaguardia

In considerazione del fatto che le importazioni dalla Bielorussia e dalla Russia soggette alla misura di salvaguardia non saranno più in grado di entrare nell’Unione Europea, la Commissione ha deciso di adeguare il funzionamento del sistema di salvaguardia. Ciò allo scopo di evitare che i divieti di importazione provochino una carenza di approvvigionamento nel mercato dell’Unione nelle categorie di prodotti interessate e che gli utilizzatori di acciaio dell’Unione possano continuare a reperire tali volumi da altre fonti.

La Commissione europea ha pubblicato la scorsa settimana la nuova distribuzione dei contingenti di salvaguardia in vigore da aprile, a seguito della sua decisione di vietare le importazioni nell’UE di acciaio dalla Russia e dalla Bielorussia. La Turchia e l’India saranno i principali beneficiari della redistribuzione dei contingenti in quanto le loro quote trimestrali sono salite di circa 100.000 tonnellate ciascuna.

Per la Turchia la quota di lamiere e nastri laminati a caldo è salita a 430.246 tonnellate per il secondo trimestre del 2022 da 323.200 tonnellate del primo trimestre.

La CE ha inoltre dichiarato che sta continuando a rivedere ulteriori adeguamenti delle misure di salvaguardia avviate nel dicembre 2021. La revisione dovrebbe concludersi nei prossimi mesi ma si esclude la completa sospensione. Anche le quote dell’Ucraina sono aumentate come parte della ridistribuzione. Tuttavia, i problemi di produzione e di spedizione dovuti ai danni della guerra influenzeranno l’approvvigionamento dal paese per lungo tempo. L’anno scorso, l’Ucraina ha fornito in Europa circa 2,5 milioni di tonnellate di prodotti finiti in acciaio, secondo i dati Eurofer.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

Andamento mercato dei piani 21 marzo 22