Il mercato europeo alla vigilia delle decisioni sulle misure di salvaguardia: a che punto siamo?

Non si vede ancora il picco della continua salita dei prezzi dei coils, scandita da rincari settimanali ormai da mesi per ArcelorMittal. La carenza di offerta, inoltre, spinge alcuni produttori europei verso il consolidamento della pratica della non quotazione: promettono ai clienti una certa quantità, ma non prendono impegni sul prezzo. Relativamente alla domanda d’acciaio europea, il momento che stiamo vivendo vede uno squilibrio da parte dei diversi settori, con un allentamento per l’automotive, legato alla carenza di materia prima e semiconduttori, e un’impennata per le costruzioni e gli elettrodomestici.

Nel frattempo dalla Cina giunge la notizia che lo Stato intende controllare l’aumento dei prezzi per evitare le speculazioni. Una news che potrebbe avere ripercussioni anche sull’Europa, e che attira l’attenzione dei buyers assieme alle decisioni attese sul futuro delle misure di salvaguardia, ancora incerto.

L’impatto del caso Liberty Steel sul mercato europeo

I problemi finanziari di Liberty Steel stanno avendo ripercussioni sulla produzione in tutta Europa. ArcelorMittal ha infatti sospeso la fornitura della materia prima all’azienda per evitare problemi nei pagamenti.

Per quanto riguarda l’Italia, si fermerà da metà giugno la produzione di Liberty Magona, plant da 800.000 t/anno di acciaio zincato e pre-verniciato destinati a automotive, costruzioni, elettrodomestici e industria.

Nel Regno Unito, dove Liberty Steel possiede nove siti produttivi di piani e lunghi, secondo the Telegraph e Financial Times il gruppo cinese Jingye Group avrebbe manifestato al governo l’interesse ad acquistare parti dell’azienda, che è il terzo produttore di acciaio in UK.

Sembra più rosea la situazione in Belgio, dove Liberty Liegi-Dudelange ha ottenuto una protezione temporanea dai creditori e gli stakeholder si sono attivati nella ricerca di finanziamenti. Questa è una notizia che interessa l’intero mercato europeo, perché Dudelange e Liegi si occupano di prodotti attualmente molto ricercati, avendo insieme capacità produttive annuali stimate di 1,6 milioni di mt di acciaio zincato/rivestito, 300.000 mt di bobina laminata a freddo e 200.000 mt di banda stagnata.

USA e UE dialogano per superare le barriere commerciali

Per fine maggio si attende con grande attenzione la proposta di revisione delle misure di salvaguardia da parte delle Commissione Europea.

Nel frattempo però, UE ed USA stanno portando avanti un dialogo sul tema della sovraccapacità globale dell’acciaio, che potrebbe portare a un accordo bilaterale sulla revisione delle misure della sezione 232 sull’acciaio, le stesse per cui l’Unione europea ha avviato misure di salvaguardia tre anni fa. In una dichiarazione congiunta dei rappresentanti commerciali si esprime la volontà di trovare “soluzioni entro la fine dell’anno che dimostrino come gli Stati Uniti e l’UE possano affrontare l’eccesso di capacità globale siderurgica, garantire la redditività a lungo termine delle loro industrie siderurgiche e rafforzare la loro alleanza democratica“.

Questi dialoghi si stanno tenendo in un momento storico in cui il prezzo dell’acciaio e dell’alluminio è a livelli record, mentre i margini per gli acquirenti sono sotto grave pressione. Tuttavia dalle discussioni USA-UE non sembra emergere la preoccupazione per le conseguenze dell’escalation inflattiva che potrebbe nascere dal mantenimento di una politica commerciale sbilanciata a difesa delle produzioni siderurgiche.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO