L’insufficiente disponibilità di acciaio per le filiere di utilizzo: implicazioni e prospettive

L’aumento dei prezzi dell’acciaio e la carenza di materia prima disponibile sono due criticità che stanno preoccupando il comparto delle filiere di utilizzo dell’acciaio, come riporta  questo articolo.

L’insufficiente disponibilità di acciaio per soddisfare la domanda finale è al centro dell’attenzione in Italia, che è per vocazione un Paese trasformatore.

Il rafforzamento di questa vocazione dell’industria Italiana presuppone infatti la disponibilità di materia prima a condizioni competitive rispetto al resto del mondo.

Tra le materie prime più importanti per la filiera della trasformazione italiana ci sono i coils in acciaio realizzati attualmente in diversi siti tra cui quello di Taranto della ex Ilva.

Le note vicende che hanno coinvolto il sito di Taranto hanno determinato una forte contrazione della produzione passata da 8 milioni di tonnellate annue nel 2012, a meno di 3,5 milioni nelle condizioni attuali.

Questa è stato una delle cause della ridotta disponibilità di coils di produzione italiana ed europea sul mercato. Ne è derivata una maggiore dipendenza dall’import per far fronte alle necessità della filiera della trasformazione.

Ma anche le possibilità di approvvigionamento dall’import hanno subito delle restrizioni a seguito dell’introduzione, nel 2018, delle misure di salvaguardia da parte della Comunità Europea. Il provvedimento è stato introdotto a tutela dei produttori siderurgici in relazione ai rischi di dumping di prezzo da parte di Paesi extraeuropei con sovracapacità produttiva nel siderurgico.

L’insufficiente produzione di coils in Italia per i consumi dell’industria nazionale si è aggravata nel 2020 in conseguenza alle chiusure di numerosi siti siderurgici nel periodo del lockdown.

Anche a seguito di tali chiusure e di un’inattesa ripresa della domanda di alcuni settori di utilizzo, a fronte di una produzione di 21 milioni di tonnellate ne sono state consumate 27 milioni.

Il forte disallineamento tra la disponibilità di acciaio e la crescita della domanda di molti dei settori di utilizzo finale dell’acciaio oltre a provocare una forte crescita dei prezzi, impedisce in questo momento agli utilizzatori di evadere tutte le richieste perché non c’è abbastanza acciaio.

Ciò comporta la necessità di rallentare molte attività, proprio in un momento in cui sarebbe invece necessaria una ripresa per recuperare il gap accumulato con il Covid.

Decisioni importanti all’orizzonte per il settore siderurgico

A fine giugno la Commissione europea si esprimerà in merito alle misure di salvaguardia del settore siderurgico, decidendo quindi se mantenerle, ridimensionarle o eliminarle.

Questa decisione è particolarmente attesa in Italia sia da parte delle aziende che si occupano di trasformazione, ma anche per l’impatto che le decisioni avranno sulle attività di gruppi a partecipazione pubblica.

Nei prossimi due anni lo Stato italiano investirà 1,1 miliardi di euro per acquisire il 60% del capitale dell’ex-Ilva, diventandone il principale azionista. Si troverà quindi a dover calibrare la necessità di ristrutturare il sito con quella di tutelare il comparto della trasformazione.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO