Proroga delle misure di salvaguardia dell’acciaio: accoglienza del mercato e primi effetti

La Commissione Europea si è pronunciata, come atteso, sulle misure di salvaguardia dell’acciaio, ma la sua decisione non sembra aver riaperto la strada verso la stabilità per il mercato dei piani europeo.

Al W.T.O. è stato infatti annunciato che le misure di salvaguardia verranno prorogate per altri tre anni dal prossimo 30 giugno: questo significa che le quote di import per le aree extra-UE resteranno prefissate, in un momento in cui la disponibilità sul mercato europeo è ristretta.

La prima conseguenza di questo annuncio è stato un nuovo aumento dei prezzi dei coils, nonostante il rallentamento di alcuni comparti industriali, e un’ulteriore incertezza per i buyers, che prevedendo un allentamento delle misure avevano fatto acquisti che potrebbero esaurire rapidamente anche le quote di import del terzo e del quarto trimestre. Tutto questo mentre l’esaurimento delle quote del secondo trimestre ha già bloccato molto materiale nei porti. In Germania le fonti affermano che i produttori abbiano sospeso le offerte da alcuni giorni.

Le posizioni dei produttori e dell’automotive

La notizia del prolungamento delle misure di salvaguardia dell’acciaio, com’era prevedibile, è stata accolta con spirito diverso da parte dei produttori da un lato e dei distributori e consumatori dall’altro.

L’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) lamenta infatti tramite il suo direttore generale Eric-Mark Huitema che “In un mercato in cui i produttori di acciaio dell’UE dettano i prezzi e riportano guadagni record, l’idea che l’acciaio domestico sia minacciato da un grave pregiudizio dalle importazioni è poco credibile. (…) Se questa proposta sarà approvata dagli Stati membri nella sua forma attuale, la situazione del mercato rimarrà critica per le case automobilistiche nel prossimo futuro”.

Diversa la posizione dell’associazione europea dei produttori d’acciaio, che ha dichiarato invece la soddisfazione di Eurofer attraverso il presidente Karl Tachelet, ribadendo che “con l’obiettivo di riequilibrare il mercato, le salvaguardie consentono agli utenti di affrontare i problemi strutturali a livello politico. Si tratta di capacità. – ha sottolineato Tachelet – Abbiamo fluttuazioni della domanda che portano a fluttuazioni nell’utilizzo degli impianti, ma l’eccesso strutturale di capacità rimane un problema“.

Il mercato dei piani nel mondo

La situazione del mercato è molto diversa ai due lati del planisfero: se negli Stati Uniti i prezzi dei piani sono quadruplicati da agosto 2020, in India e Cina la pressione è al ribasso.

Tuttavia questa tendenza sembra in procinto di ridimensionarsi: da qui a un paio di settimane è prevista l’introduzione in Cina di nuove tasse sulle esportazioni, mentre l’India potrebbe registrare un incremento della domanda interna, che si era affievolita a causa dell’emergenza Covid-19.

La condizione dell’India sta avendo ripercussioni anche sul mercato nazionale turco, che in questo momento soffre la concorrenza del basso prezzo indiano, e sull’area CSI, dove pure si sono registrate delle flessioni.

Quali previsioni per il futuro dell’acciaio?

In un recente webinar organizzato da Kallanish, Antonio Marcegaglia ha dichiarato che la ripresa economica mondiale manterrà forte la domanda d’acciaio per i prossimi due anni. Anche i prezzi, secondo Marcegaglia, sono destinati a restare elevati a causa della penuria di materia prima, mentre si va verso un consolidamento della situazione globale che vede una regionalizzazione del mercato dell’acciaio, legata alla crescente tendenza al protezionismo dei Paesi sviluppati.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO