Aggiornamenti sulle prospettive del mercato dei piani

Andamento del mercato dei piani

Il mercato europeo dei coils ha mostrato segnali di stabilità nel corso della scorsa settimana. Le variazioni dei prezzi sono state lievi ed in alcuni momenti divergenti tra Nord e Sud Europa.

La conclusione delle trattative sui contratti automobilistici è ancora in una situazione di stallo e tenuto conto dei maggiori costi energetici che le acciaierie dovranno considerare nella fissazione dei prezzi di vendita si sta rafforzando il sentiment rialzista.

E’ sempre più diffusa la convinzione che il deficit della domanda automobilistica sia destinato a cessare nel nuovo anno una volta risolti i problemi dei semiconduttori.

Alcuni operatori già intravedono qualche segnale positivo dalle trattative con gli utilizzatori finali per i fabbisogni del 2022. Nel primo trimestre ci si aspetta una ripresa della domanda automobilistica che favorirà l’assorbimento dell’eccesso di scorte che la filiera sta cercando di mitigare.

Il sentimento rialzista si riconduce anche ai problemi riguardanti la logistica dei trasporti dovuti alla difficoltà di trovare camion. Questo problema è stato aggravato in Italia da una recente norma che limita i pesi trasportabili dai camion eccezionali fino ad ora largamente utilizzati per trasportare più coils con un solo viaggio. A questi problemi si aggiungono quelli degli imballaggi dovuti alla scarsità di carta e legno. I problemi evidenziati hanno ostacolato tutta la catena di approvvigionamento con aggravi di costi che lasceranno poco spazio a riduzioni dei prezzi.

Gli acquirenti di coils in Europa sono pertanto relativamente unanimi sul fatto che i prezzi non si ammorbidiranno ulteriormente e siano destinati a rimbalzare una volta riassorbito l’eccesso di scorte della filiera.

Gli scambi sono ancora sotto i livelli della normalità del mercato e ciò determina anche la presenza di gamme notevolmente diverse di prezzi attualmente pagati sul mercato europeo. È stato comunque percepito da molti buyers un atteggiamento meno aggressivo da parte dei produttori e questo potrebbe dipendere dal conseguimento di una riduzione delle eccedenze di stock.

Per quanto riguarda l’import continua ad esserci scarso interesse da parte degli operatori a causa del buon livello dei prezzi locali e dei tempi di consegna più brevi. A questi problemi si aggiungono quelli della congestione portuale, della salvaguardia e dei dazi di dumping per alcuni materiali. Vengono comunque segnalate quotazioni in calo sia dalla Turchia che dall’India, cioè dai Paesi che rappresentano le principali fonti di import europee.

Le previsioni sull’andamento dei piani per il 2022

Nel corso di una conferenza organizzata recentemente da Kallanish è emerso che il rallentamento dell’industria automobilistica dovuto alla carenza di semiconduttori dovrebbe terminare entro la prossima estate con il conseguente massiccio aumento della domanda e dei prezzi.

Secondo Fernando Espada di Eurometal “Non appena l’auto tornerà, vedremo di nuovo il livello dei prezzi come abbiamo visto in estate quest’anno“. Si riferiva al picco di tutti i tempi dei prezzi poi allentatosi nel corso dei mesi successivi.

La sua opinione è stata sostenuta anche da Alessandro Sciamarelli di Eurofer secondo il quale l’interruzione della catena di approvvigionamento dei semiconduttori diminuirà dopo il primo trimestre del prossimo anno con la domanda che riprenderà nel secondo semestre.

È stato poi evidenziato un fattore importante del commercio estero che potrebbe svolgere un ruolo cruciale nelle dinamiche dei prezzi. Gli accordi tra UE e Stati Uniti per allentare le misure della Sezione 232 potrebbero infatti far rimbalzare le esportazioni transatlantiche dell’UE con la conseguenza di ridurre le disponibilità di acciaio nel mercato interno europeo.

Nel quadro del mercato globale, un ulteriore elemento che favorirà l’equilibrio dei prezzi dell’acciaio sarà costituito dall’assenza di esportazioni cinesi conseguenti ai piani di riduzione delle loro produzioni. “I prezzi dell’acciaio vedranno alcune fluttuazioni nei prossimi mesi, ma il ciclo di volatilità sta volgendo al termineha evidenziato Espada.

Va infine considerato che le misure commerciali tese a favorire gli obiettivi di decarbonizzazione del settore siderurgico costringeranno le catene di approvvigionamento globali a diventare sempre più regionali.

Gli obiettivi della neutralità del carbonio della Cina e l’impatto sulla bilancia commerciale

Il presidente del China Metallurgical Planning and Research Institute, nella recente conferenza organizzata da Kallanish ha affermato che la Cina sta riducendo la sua produzione di acciaio grezzo per soddisfare i requisiti di neutralità del carbonio. Quest’ultimo obiettivo verrà perseguito anche attraverso una riduzione delle produzioni siderurgiche da destinare ai mercati esteri. Il paese potrebbe persino incoraggiare le importazioni di acciaio a sostituire la produzione interna.

Infatti, nel contesto della riduzione della produzione di acciaio grezzo, l’acciaio importato a basso costo è accolto con favore anche dagli acquirenti cinesi. Non è stato però chiarito se si prevedano delle misure per sostenere le importazioni.

Secondo i dati delle dogane, la Cina ha esportato 4,497 milioni di tonnellate di acciaio a ottobre, con un calo mensile dell’8,6%. Tuttavia, il volume cumulativo delle esportazioni di acciaio finito negli ultimi dieci mesi è stato pari a 57,52 milioni di tonnellate, in crescita del 29,5% su base annua.

Il forte aumento delle esportazioni nella prima metà di quest’anno è dovuto principalmente al rimbalzo della domanda all’estero, provocata dalle strozzature di produzione post-lockdown. I fornitori cinesi hanno quindi accelerato le loro esportazioni per integrare le forniture all’estero. La produzione di acciaio estera è poi gradualmente ripresa nei mesi successivi con la conseguente riduzione delle esportazioni cinesi.

Nei primi dieci mesi di quest’anno, le importazioni cinesi di acciaio sono diminuite del 30,3% su base annua a 11,84 milioni di tonnellate. Oltre alla ripresa delle importazioni di rottami quest’anno, i prodotti in acciaio semilavorati e di fascia bassa come billetta e vergella sono diventati obiettivi di importazione per gli acquirenti cinesi. Durante il periodo di controllo dell’elettricità e di restrizioni alla produzione, i laminatoi hanno dovuto acquistare risorse importate per garantire una produzione stabile.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO

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