Quali sono le prospettive del settore dei piani? Alcune schiarite su un orizzonte che rimane incerto.

Sono parole di speranza quelle che arrivano da Alessandro Sciamarelli, direttore delle analisi di mercato di Eurofer: nel corso di una recente conferenza sulle prospettive del settore siderurgico Sciamarelli ha infatti affermato che il peggio della recessione economica sembra essere passato. La ripresa dell’edilizia traina il consumo dell’acciaio, che Eurofer prevede in aumento dell’11,2% per il 2021 e comunque in trend positivo anche per il 2022. Si attende anche la ripartenza dell’industria automobilistica, che al momento risulta in stand-by per la mancanza di chip, ma che dovrebbe registrare un +15,3% nel 2021 e un +7,9% nel 2022.

Uno scenario totalmente positivo, quindi? Non ancora. Le prospettive rimangono incerte a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle interruzioni della catena di approvvigionamento globale. L’impatto del piano di ripresa economica Next Generation dell’UE, secondo Eurofer, diventerà evidente per la metà del 2022.

Il mercato dei piani UE è ancora ostacolato da più fattori

Le offerte dall’import molto competitive e l’incognita delle tonnellate di coils ai porti effettivamente sdoganabili continuano a pesare sul sentiment degli operatori. Ciò ha determinato un rallentamento degli scambi nell’attesa di un quadro più chiaro delle prospettive di mercato.

I buyers stanno affrontando l’instabilità del mercato con una certa apprensione in quanto gli arrivi del materiale per il quarto trimestre riguardano prevalentemente contratti di acquisto conclusi nei mesi primaverili e di inizio estate, cioè nei mesi di picco dei prezzi in acquisto. I tempi di consegna dei produttori in quel periodo erano particolarmente incerti ed arrivavano anche a 4-5 mesi.

L’apprensione dei buyers e dei traders è accresciuta dai rischi riguardanti la effettiva possibilità di ritiro dei materiali dai porti che è vincolata dall’esito delle operazioni doganali esposte al rischio di pagamento del dazio in caso di superamento dei contingenti di salvaguardia. Vanno poi tenuti in considerazione una serie di problemi logistici dovuti agli intasamenti dei piazzali portuali che potrebbero ostacolare i ritiri.

Tutto questo comporta una certa resistenza a concedere ampie revisioni delle quotazioni nonostante sia evidente la percezione da parte del mercato finale della maggiore disponibilità di materiale rispetto a mesi fa e la possibilità pertanto di soddisfare i fabbisogni di materiale in tempi relativamente ristretti.

Anche da parte dei produttori si avverte un certo nervosismo in quanto da un lato devono fare i conti con l’aggravio di alcune componenti di costo come l’energia e il coking coal che è sempre più utilizzato nei processi di decarbonizzazione e dall’altro avvertono il disinteresse all’acquisto dei buyers poco attratti anche dalle offerte dall’import a prezzi favorevoli.

Il rallentamento del settore automotive dovuto alla carenza di microchips ha reso poi disponibili tonnellate di coils che i produttori stanno cercando di destinare ai mercati esteri anche allo scopo di limitare le flessioni nelle offerte spot che potrebbero condizionare le trattative sui contratti annui.

Nonostante il quadro di mercato incerto, non si intravedono le condizioni per una caduta dei prezzi dei coils. Le previsioni sugli indicatori economici restano buone anche per il prossimo anno e l’assestamento dei prezzi avrà un orizzonte limitato ai tempi di riassorbimento della maggiore disponibilità di materiale lungo la filiera. L’attesa è infatti che i prezzi rimangano su valori storicamente elevati. Ciò anche alla luce dei meccanismi di protezione fissati dall’UE a favore delle produzioni siderurgiche europee volte anche a consentire il sostenimento dei forti investimenti nella decarbonizzazione del settore. Va considerato poi che anche il rallentamento dell’automotive è temporaneo in quanto il ripristino del regolare approvvigionamento dei microchips comporterà il recupero dei volumi di produzione ritardati da circostanze indipendenti dalla domanda finale di auto.

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Alessandra Sangoi

Alessandra Sangoi
CEO